domenica 20 novembre 2011

Capitolo 13

Jurga mi ha chiesto di restare qui alla sua stazione, uno dei centri più evoluti nella produzione di software per droidi, mi racconta che quell'interfaccia di controllo che ho molto apprezzato prima è una loro creazione e che non ne esistono altre.
Se resto con lui ho sia l'opportunità di sviluppare le mie doti informatiche che quella di fornire preziosi contributi creativi che verrebbero sicuramente riconosiuti.
Lui ha un piano per porre fine alla guerra, per sconfiggere i separatisti; è convinto che il loro l'esercito,  formato principalmente da droidi, si possa battere solo con dei droidi migliori.
E io penso proprio che abbia ragione.
Mi sembra fin troppo bello e mi informo su orari, ritmi, regole e altri dettagli temendo in cuor mio una qualche fregatura, ma Jorga mi dice che lui non vuole nessuno che non sia contento di farlo, che i ritmi li decido io, che finché sarò qui sarò al sicuro dalla guerra e avrò tutto il necessario per una gradevole permanenza.

Accetto senza indugi.

Ci salutiamo. A breve la mia carta di identificazione sarà autorizzata agli ambienti di sviluppo e potrò usare uno dei terminali delle sale di programmazione; nel sistema troverò tutta la documentazione sui progetti in corso d'opera, su quelli già terminati e sugli ambienti di sviluppo.

Mi dirigo subito verso le sale di programmazione; la curiosità mi pervade e un senso di eccitazione si diffonde in me: quello che ho visto finora mi ha già abbastanza meravigliato; chissà cosa troverò adesso?
Il segnale di fine turno nemmeno lo sento; il sistema mi segnala che tra 5 minuti mi scollegherà automaticamente e solo allora mi rendo conto che sono ore che sto al terminale e non ho cenato.
Ho la testa piena di conoscenze e curiosità, questo ambiente di sviluppo software è fantascientifico e ci sono funzioni e librerie con speciali algoritmi per l'inferenza logica che permettono esecuzioni del codice euristiche e basate su strategie cognitive.
Mi ci vorranno giorni per capire.

Fatico ad addormentarmi e la notte la trascorro piuttosto agitato fino al suono del turno diurno; Bob oramai ordina anche per me senza nemmeno chiedere ma dopo colazione il mal di testa è forte e decido di restare a letto.
Passa qualche ora e vengo chiamato da un programmatore: devo recarmi alla testing room, c'è un nuovo software da provare. Senza molto entusiasmo mi preparo e vado e, una volta lì, cado nuovamente preda del fascino della realizzazione: stavolta il campo di battaglia simulato è fatto di stanze e corridoi; io sto controllando un droideka che deve dare la caccia ad un droide da battaglia.
Malgrado il mal di testa mi ci metto di impegno e sconfiggo il mio obiettivo dopo inseguimenti e colpi di blaster.


Anche stavolta è stato emozionante ma, una volta uscito dalla sala, mi accorgo di un certo trambusto e, seguendo le voci, mi ritrovo nella sala medica, con Keki dentro un una vasca di bacta.
Vengo a scoprire che un droide fuori controllo ha seminato il panico nella stazione; che il droide fuori controllo ha preso di mira Keki fino a farlo cadere; che il droide fuori controllo era un droideka. Quando realizzo che ero io, inconsciamente, al comando di quel droide cerco di restare impassibile ma temo che Zahir mi abbia letto nel cuore; lei ha capito che ho nascosto qualcosa; ma ionon vedo ragione per condividere con loro questa mia consapevolezza e non credo che a Keki faccia sapere che io ero al comando del droide.
Dopo essermi assicurato che Keki si sarebbe ripreso mi precipito alla sala di controllo, devo capire cosa è successo e, insieme al programmatore che mi ha chiamato, ci analizziamo il programma fino a trovare la causa di questo grossolano errore.
ma sarà un errore...?
Il programmatore sembra proprio sincero, è mortificato e dalle mie accurate analisi dei log del sistema non trovo tracce di un possibile sabotaggio.
Passo il resto della giornata in sala programmazione, familiarizzando con questo livello autorizzativo e cominciando a comporre il puzzle di ciò che si sta realizzando qui.

Gli altri si sono rifugiati sulla nave, impauriti e sospettosi e lì restano anche per la notte, mentre io mi godo, finalmente, un profondo sonno ristoratore nel comfort dei nostri alloggi.

L'indomani, fresco e riposato, torno al computer e ricomincio ad approfondire la mia conoscenza sui vari progetti; gli altri mi cercano, vogliono vedersi per pranzo e, quando arriva l'ora, credo di avere un quadro abbastanza completo del lavoro di tutti questi cervelli: dotare ciascun droide da combattimento di una logica autonoma, di strategie specifiche di combattimento; di capacità di decisione così da poter fare a meno di un centro di controllo specializzato. Le capacità di un clone e la potenza di un droide.

Mentre mi dirigo all'incontro con gli altri un mezzo sorriso affiora alla mia bocca quando penso che la vera sfida sarà violare i livelli superiori; sarò in grado di farcela ? voglio davvero rischiare per farlo ?

sabato 19 novembre 2011

Capitolo 14

Pranziamo insieme e vedo gli altri sempre più inquieti. Lo sguardo inquieto di Keki, le paranoie di Zahir e la tensione nel volto di Nik mi fanno temere il peggio; speriamo che non si mettano a far sciocchezze.
Ci congediamo e chiedo loro di aver pazienza, in fondo davvero non capisco perché siano così ostili verso questa stazione dopo tutti i casini che abbiamo avuto fin qui.
Ritorno al lavoro, ma prima passo nel centro medico e, con la scusa di consultare la cartella di Keki, mi collego al terminale che da accesso anche al livello di sicurezza 4. Per fortuna nessuno entra a far domande e i droidi medici presenti semplicemente mi ignorano e così, tempo un paio d'ore, eccomi autorizzato al livello di sicurezza 4.
Per non destare sospetti ritorno al mio lavoro, domani, con calma, comincerò ad esaminare le informazioni di questo livello.
Dopo una buona dormita mi dedico al sistema da un terminale che trovo in una stanza di fianco al centro medico dove sono collocate numerose batterie di supporto ai vari sistemi della stazione. Ora posso controllare tutti gli accessi che non siano di livello "militare", i sistemi di supporto vitale, le routine di controllo dei droidi minatori e delle linee di assemblaggio dei droidi, ma non basta, mi rendo conto che alcune procedure di sicurezza sono ancora attive e mi celano alcune informazioni. Non riesco a fare altro, anche perché devo comunque continuare a lavorare alla programmazione droidi se non voglio che qualcuno si chieda dove sono sparito.
Quando rientro, a sera, nelle mie stanze trovo un caos indescrivibile: Keki ha praticamente smantellato un armadio e due letti per costruirsi una specie di amaca.
Cosa ci fate qui ? domando leggermente seccato.
Esterrefatto vengo a sapere che Keki, mentre controllava i sistemi della nave ha fatto una manovra errata andando a sbattere contro una parete e sfracellando un droide da combattimento che si trovava lì e che, per questo, sono stati banditi dall'hangar e costretti a dormire nella stazione.
Non cerco nemmeno di scoprire come mai Keki avesse deciso di manovrare dentro un hangar, mi rassegno al fatto che sia successo e basta. ho sonno.
Solo al mattino mi rendo conto di cosa voglia dire avere in stanza tre annoiati compagni di ventura: Zahir intavola una discussione sul fatto che siamo dominati mentalmente, raccontando di un combattimento che sarebbe avvenuto ma di cui nessuno di loro si ricorda. Keki sembra tutto felice di aver sbattuto con la nave contro l'hangar mentre Nik è sempre più cupo e taciturno.
Temo per la loro salute mentale, qui stanno davvero sclerando.
Riesco a tranquillizzare Keki dicendogli che sono in grado di farlo accedere alla nave ma non so davvero che fare per Zahir; il suo equiliro mentale mi sembra molto fragile.
Vado al mio lavoro e, in una pausa mattutina, torno al terminale di ieri dove, finalmente, riesco ad accedere anche al resto delle informazioni protette: esiste un collegamento attivo alla Holonet !
La mia prima impressione è di entusiasmo; un collegamento holonet ci permetterà di sapere cosa succede nel mondo civilizzato ma poi, a pranzo, parlandone a Zahir realizzo il vero motivo per cui questa informazione era protetta:
Jurga ci ha mentito!
probabilmente per il nostro bene, ma ciò non toglie che ci abbia mentito.

venerdì 18 novembre 2011

Capitolo 15

Mi sveglio al mattino riposato e pieno di iniziativa e, una volta raggiunto la mia postazione di programmatore, mi trovo assegnato un noiosissimo lavoro di bug fixing. Nooooo.........frugare tra righe e righe di codice, migliaia di righe e righe di codice, per trovare quali non fanno quello che dovrebbero fare è un lavoro sgradevole. Anche perché la maggior parte non le ho nemmeno scritte io per cui mi viene anche da dare qualche ritocco qua e la...io le avrei fatte diverse.
Attacco il pilota automatico e, in un altra finestra inizio a metter giù le mie idee. Una procedura che si attiva ad un comando vocale..."Ordine 806" da poter caricare nella logica di controllo dei droidi che vengono prodotti.
Scrivere le istruzioni per spegnersi è un lavoro di pochi minuti ma trovare il punto del codice in cui inserire la chiamata richiede più tempo; poi penseremo a come fare ad inserirla nella linea di produzione che, ovviamente, è blindatissima.
All'ora di pranzo trovo gli altri negli alloggi; Zahir è piuttosto agitata e ci parla con insistenza di Jurga; è convinta che sia dalla parte del "lato oscuro", vede loschi fini e foschi presagi in azioni e comportamenti che io trovo assolutamente ragionevoli. La sua mi sembra proprio un ossessione.
Jurga:
-ci ha accolti
-ci ha offerto protezione e pace
-chiede con gentilezza e non ci obbliga a far nulla
-ha un ottimo piano per aiutare la repubblica contro i separatisti
-è stato molto tollerante quando Keki gli ha distrutto un grosso droide e mezzo sfasciato l'hangar

il fatto che non voglia farci partire mi sembra naturale, almeno finché non si sarà convinto che nessuno di noi possa tradire la sua presenza qui.

Quando sento Zahir pronunciare frasi tipo "prendere la sua spada laser" o "costringerlo a lasciarci andare" mi inqueto... e mi torna in mente anche la storia di Jonash e il suo insistere nel difenderlo. Bene...Male...da che parte sta veramente Zahir ?

Meglio buttarsi su altri pensieri e le dico, senza molto garbo, che è in preda alle paranoie e che farebbe bene a riposarsi meglio poi mi rivolgo a Keki, preoccupato per lo stato dell'iperguida; lui emette un verso soddisfatto quando gli dico che posso ordinare ai droidi del cantiere quasiasi procedura meccanica lui sia in grado di indicarmi e cominciamo a ragionarci sopra.
Abbiamo stimato che risistemare bene la nave potrebbe richiederci una decina di giorni e decidiamo di farlo; così mentre io torno al mio posto di lavoro lui si mette subito a scrivere il piano di lavoro da passare poi ai droidi del cantiere astronavi.

In un paio d'ore concludo il bug fixing assegnatomi e mi prendo una pausa passeggiando su e giù per la stazione.....
Ci sono solo due terminali da cui tentare la scalata al livello 5 ed entrambi sono sorvegliati da droidi da combattimento........al livello delle torrette non c'è mai nessuno, il paesaggio di questa luna perennemente irradiata è assai poco attraente oltreché monotono....qui è il posto ideale per lavorare tranquillo ma questi terminali sono di livello 6, quindi più difficili da violare.......potrei essere scoperto....
accidenti a Zahir che mi fa venire le paranoie. Bene, scendiamo giù e proviamo con il terminale di livello 5.
Sono davanti all'ingresso dell'area di detenzione, poco distante c'è la sala dove vengono preparati i droidi da testare nell'arena;
due droidi da combattimento, immobili, ai fianchi;........mi guardo le spalle...nessuno...scruto i driodi.....sudo.....e mi attacco al terminale....l'ho già fatto tante volte...sudo...

.....i droidi al mio fianco mi innervosiscono......
.....Zahir è fissata...
.....fa caldo qui dentro.....

........
la consapevolezza dell'errore è contemporanea allo spegnimento del terminale mentre l'allarme inizia a suonare.......mi allontano rapidamente.........i droidi di guardia alla porta non si muovono e in un baleno ecco che mi confondo con gli altri programmatori che caricano le loro procedure da testare....
so che ho poco tempo prima che una pattuglia arrivi e non trovo di meglio da fare che mettere la mia tessera di identificazione in tasca a un altro.

I droidi, inutilmente zelanti, fermano sia me, che sono privo di carta di identificazione, che l'altro, trovato con la mia carta in tasca; ci portano dal capo controllo, che già conosco, e che stavolta,non si beve la mia storiella del furto-smarrimento: la carta denuncia chiaramente che ho violato il livello 4 e non posso che essere stato io.
Ammutolisco e docilmente mi lascio accompagnare agli arresti nei nostri alloggi in attesa di essere convocato da Jurga in persona.

Resto confinato poco più di un ora, poi vengo accompagnato fino al turboascensore riservato, quello che porta alla torre di comando, dove incontrerò Jurga; non provo nemmeno a mentire e come prima cosa ammetto di aver violato la sicurezza al livello 4 e di averci provato con il livello 5. Aggiungo però che, come potrà facilmente constatare, mi sono limitato a curiosare e non ho prodotto danni.
Gli racconto che per me ogni sistema di sicurezza è una sfida, un modo per imparare cose nuove e per dimostrare la mia bravura e lui non sembra affatto arrabbiato, anzi si dimostra molto comprensivo, velatamente paterno; gli ricordo se stesso in gioventù dice e, dicendolo, un sorriso amaro gli attraversa il volto.
Parliamo a lungo e mi racconta che non è soddisfatto dell'attuale capo della sicurezza Milton, teme che stia tramando contro di lui e mentre lo racconta alla mia mente affiora il ricordo di Nik che, poco prima, nei nostri alloggi, parlava di un abboccamento avuto con un responsabile della stazione; lascio che Jurga continui ed ecco che arriva una sua proposta:
vuole liberarsi di Milton e se lo aiuto mi ricompenserà offrendomi il suo posto.
Non mi piace molto che si trami alle spalle di qualcuno e non capisco come mai lui non riesca semplicemente a licenziarlo ma l'offerta di uscire da qua con in tasca un incarico importante è ben oltre ciò che speravo poco prima di entrare, per cui non approfondisco.
Assicuratomi che lui non pretenda un omicidio accetto la sua proposta e me ne torno, ringalluzzito, ai nostri alloggi.
Ancora una volta lo stupore affiora dagli sguardi dei miei compagni di avventura quando gli racconto che, invece di imprigionarmi, Jurga mi ha promosso.
In effetti a loro non avevo ancora raccontato nulla; hanno subito pensato a me quando l'allarme è scattato e, vedendomi entrare poco dopo scortato dai droidi armati li ha convinti che fossi stato beccato; convinzione rinforzata dal mio cupo mutismo dell'ora successiva.
Mi rivolgo subito a Nik, in disparte, per non farmi sentire da Zahir che, sicuramente, interverrebbe rendendomi tutto più difficile; vengo a sapere che Milton gli ha proposto di aiutarlo a liberarsi di uno dei suoi compagni Jedi e, in cambio, ci darebbe la sua tessera di livello 6 per 24 ore.
Allora Jurga ha ragione, non c'è davvero da fidarsi di Milton.
Spiego a Nik che Jurga ha già dei sospetti su Milton e lo invito a riflettere sull'opportunità di denunciarlo a Jurga guadagnandoci così la sua fiducia, cosa che potrebbe bastare per convincerlo a lasciarci partire.
Ne parliamo a lungo e una volta convintosi, Nik propone di coinvolgere anche Keki, nel caso malaugurato che ci sia da combattere quindi, approfittando del fatto che Zahir è in trance Jedi ci dirigiamo all'incontro con Milton muniti di registratore su cui imprimere la prova del suo tradimento.

Arriviamo al livello superiore e nella spoglia cupola in plastacciaio siamo solo noi e Milton. Mentre gli altri cercano di farlo parlare per poter registrare le prove del suo tradimento infilo una mano nella sua tasca per vedere se riesco a prendergli la carta di accesso senza farmi scoprire.
Purtroppo risulto maldestro e alla seconda tasca sento lui che urla "tradimento!" e si muove per afferrare la spada laser che porta alla cintola.



Mi allontano estraendo al pistola e sparando mentre anche Nik e Keki cominciano a combattere. Lui si rivela un osso duro perché stende Keki e quasi mette fuori combattimento anche Nik; per fortuna, riesco a piazzargli un colpo alle spalle atterrandolo e mettendo fine alla battaglia senza troppi danni. Mentre Nik cura Keki io svuoto le tashe di Milton trovandoci non solo la sua carta di accesso di livello 6 ma anche il pass per l'accesso alla stanza 11, stanza misteriosa e super-protetta vicino alle aree di programmazione.
In quel mentre arriva anche Zahir, trafelata, che ci rimprovera per non averla avvisata ma, stavolta, la vedo più rassegnata, meno incline alla paranoia e, infatti, quando chiedo a lei e Keki di trattenere qui lo svenuto Jedi per un paio d'ore, non solleva obiezioni.

La richiesta di Jurga era di agire entro le 24 ore e, finora, ne sono passate solo una manciata; non c'è motivo di avere fretta e nel frattempo, prima di portargli il reo e le prove del suo tradimento, potrei sfruttare le sue carte di accesso per scoprire cosa si cela nella stanza 11.
Nik si offre di accompagnarmi ed io accetto di buon grado; in men che non si dica siamo davanti alla stanza 11, due droidi minacciosi fanno la guardia e una goccia di sudore mi scivola lungo la guancia mentre passo la carta di accesso appena tolta a Milton nel lettore a fianco della porta.

                                        
La porta si apre, i droidi non si muovono; io e Nik entriamo timorosi in una stanza refrigerata e piena di macchinari: la stanza del sistema centrale.
wow....il mio sguardo meravigliato scorre lungo le pareti; 16 terminali di controllo e, in fondo alla stanza, il terminale holonet. spento.

Mi collego con la sua carta di livello 6 ad una delle postazioni; da qui ho il controllo di quasi tutto il sistema, dei droidi di sorveglianza, dei droidi e delle sonde all'esterno; potrei passarci intere giornate ma non c'è tempo; decido allora di creare una nuova carta di accesso, intestata ad un tal Jonash a cui assegno il livello di sicurezza 6, poi mi scollego.
Un'occhiata al terminale holonet mi fa capire che è disattivato, qualcuno ha semplicemente strappato i cavi che lo alimentavano e non dovrebbe essere difficile riattivarlo; certo che riattivandolo la posizione di questa stazione non sarebbe più segreta. Jurga aveva ragione nel dirci che era isolato.

Usciamo, il tempo stringe e non vorrei mai che qualcuno scoprisse Keki e Zahir, arrivati su alla torretta prendo la tessera di Milton, mi collego al terminale e, come d'accordo con Jurga, faccio scattare l'allarme e attendo, sereno, l'arrivo delle guardie.

giovedì 17 novembre 2011

Capitolo 16

Sono tranquillo, sicuro di me, e quando arrivano i droidi, guidati dall'altro capotecnico, mi faccio avanti.
Che succede qui, identificatevi !
Dopo l'identificazione di rito guardo fisso negli occhi il capotecnico e dico solennemente: fatti gravi sono accaduti; fatti di cui Jurga deve essere al più presto informato. Ma non sono sicuro se sia un bene raccontarli a te.
Indiscutibilmente scosso dalla mia determinazione acconsente a lasciarci andare ai nostri alloggi, scortati da due droidi, in attesa di essere convocati da Jurga che, almeno così dice il tizio, pare essere molto impegnato per il momento.
Ci dirigiamo allora, buoni buoni e in fila indiana lungo i corridoi quando, ad un tratto, realizzo che saremmo passati davanti alla sala del computer centrale; agisco istintivamente, rintuzzando qualsiasi pensiero razionale, e spostandomi in mezzo al gruppo attendo il momento giusto...c'è un angolo ... appena lo svolto, mi sfilo dal gruppo e mi butto dietro uno dei due droidi immobili, a guardia della porta 11...trattengo il respiro...ogni muscolo è teso.
Il droide che chiude la fila non mi ha visto, la massa pelosa di Keki mi ha protetto bene e, dopo pochi istanti, eccomi dentro la stanza del computer centrale.
Adesso ho una scheda di livello 6 e forse riesco a fare in modo che nessuno sappia che sono qui. Mi collego subito al sistema di sorveglianza a sicurezza per vedere se la mia fuga è stata segnalata ma sembra che nessuno se ne sia accorto e, dopo aver tranquillizzato (spero) Zahir con un messaggio, comincio a studiare bene il sistema.
Il computer risponde docile a tutte le funzoini del livello 6 ma mi accorgo che, anche con il suo aiuto, violare la sicurezza del livello successivo sarà dura.
I componenti del sistema sono sigillati dentro un armatura di plastacciaio raffreddata con liquido criogenico quindi impossibile accedere ai componenti interni in tempi ragionevoli devo riuscirci solo usando il terminale.

Cerco di essere cauto e con calma e sangue freddo inizio a cercare i codici giusti....
speriamo che la fortuna mi assista...
....



No! ancora !
sistema bloccato e allarme che suona, solo che adesso due droidi dentro la stanza si spostano verso di me.
panico
lancio una granata, sparo all'impazzata e, miracolosamente, li friggo prima che loro friggano me ma oramai sono in preda al panico e, senza nemmeno pensarci, passo la tessera per aprire le porte e fuggire.
I due droidi di guardia all'esterno cercano di bloccarmi ma io riesco a sgattaiolare al la della porta e, rapidissimo, inizio a scappare mentre sento, dietro di me, colpi di blaster infrangersi sulle pareti.
ahi
uno mi ha preso.
corro a perdifiato lungo il corridoio deserto e buio, illuminato solo dalle rosse luci dell'allarme che, nuovamente, risuona per la stazione.
Mi trovo improvvisamente di fronte Zahir che sbuca dalla porta di un alloggio non nostro, la guardo un istante e capisco che hanno combattuto...e che non ha intenzione di colpevolizzarmi.
Non abbiamo scelta: o combattere tutti i droidi della stazione o trovare un terminale di alto livello attivo. e non abbiamo tempo per discutere.
Eccoci dunque, mentre Keki e Nik coprono le spalle, aprirci una via di fuga con la spada laser di Zahir che taglia le pareti d'acciaio come se fossero burro.

Con la mia tessera apriamo la porta del centro di controllo di questo piano e ce la chiudiamo alle spalle. Bravi. Siamo stati rapidi ed abbiamo evitato le pattuglie.
Mi guardo attorno: un terminale.....bloccato. Due porte....chiuse.
Sentendomi abbastanza al sicuro apro la prima delle due porte e...........
ma....
Tutti rimaniamo raggelati al vedere, seduto ad una consolle circolare, Milton. In splendida forma ci saluta dicendoci...Eccovi finalmente. era un pò che vi aspettavo.
Mentre io lo fisso attonito Keki lancia un urlo terrificante e si scaglia verso di lui.
Con un agile mossa ed un sorrisetto sprezzante Milton estrae la sua spada laser e si prepara al combattimento mentre anche Nik si butta nella mischia.
Milton piazza alcuni buoni colpi ma la determinazione di Keki e Nik hanno di nuovo ragione di lui; Keki e NIk sono malconci, ma vivi.
Mentre loro prendono un pò fiato noi continuiamo a cercare.
Trovo un terminale attivo nella stanza a fianco e mi collego.
Livello 6 autorizzato.
ci lavoro un po e poi provo a forzare il livello 7; ho già fallito una volta; questo dannato sistema di sicurezza è tosto.
uso la massima cautela, traccio i processi fino a trovare quello giusto.....è questo.sono sicuro......devo inserire un mio comando nel suo codice.....trovo il puntatore...ecco...qui l'altra volta non ha accettato il mio puntatore...ci deve essere un controllo sui link....ecco...c'è una tavola delle frontiere...devo prima cambiare i limiti dei valori ammessi....incrociamo le dita....
merda !


disattivato anche questo. e adesso ?
guardo sconsolato Keki che mi osserva con aria interrogativa e Zahir irchiama la nostra attenzione sui monitor della sorveglianza che tappezzano le pareti della stanza: Non si vedono pattuglie di droidi né persone nei corridoi ma quello che più la colpisce è che la porta del turboascensore per il centro di comando, sempre chiusa e piantonata, ora è aperta e senza droidi di guardia.
Questo è un chiaro invito. andiamo.
Mentre ci dirigiamo verso il turboascensore sono timoroso e preoccupato; è come se in inquietudine mi frenasse. Zahir sembra animata da una visione misteriosa, ci trasmette un senso di urgenza ma non so bene per cosa. Temo che anche stavolta finirà a botte.
Basta !
ora basta con i pensieri fini a se stessi. Questa stazione può diventare una miniera d'oro e potrebbe essere la giusta ricompensa per una battaglia fortunata. Oltretutto sembra che a nessun altro interessi iniziare a vendere droidi da combattimento per conto nostro....sempre a favore della Repubblica, si intende.
Quando le porte del turboascensore si aprono sono pronto e determinato.

Jurga ci accoglie con un benvenuto che suona di falso, ci blandisce, dice che alcune cose sono sfuggite al suo controllo. Sembra docile e accomodante ma si capisce chiaramente che mente. Anche Nik e Keki si muovono con circospezione. L'atmosfera è tesa..
Ci pensa Nik a fare il primo passo, estraendo il fucile e sparandogli.
Jurga resiste facilmente agli attacchi di Nik e Keki e io provo a buttarmi ad un terminale....se solo riuscissi ad avere il controllo dei droidi....
Una tremenda onda d'urto mi scaraventa a terra. Vedo Jurga in piedi, al centro della stanza, con un braccio alzato e la spada laser, sguainata, nell'altra mano mentre noi e gli arredi della stanza veniamo scagliati violentemente verso le pareti.
Sento la presenza rassicurante di Zahir e mi rialzo, un pò stordito; meglio prendere la pistola....qui si mette male.
Jurga ride satanicamente, in preda ad un estasi sangunaria: con la spada laser devia i colpi di blaster e con l'altra mano, senza nemmeno afferrarlo, sposta un pesante tavolo e lo lancia addosso a Keki, buttandolo a terra.
Mi faccio piccolo piccolo e mi sposto dietro a quella consolle.
Jurga irride Keki che si rialza da sotto il tavolo...è il momento buono...non sta guardando e forse mi crede spaventato.
Sparo, consapevole di non poter resistere ad un suo eventuale attacco,
Il colpo va a segno e in quest'attimo di distrazione Keki, con uno sforzo sovrumano, anzi sovrawookie, ricambia le sue attenzioni scagliandogli addosso lo stesso tavolo che lo aveva ferito.
Ora Keki è infuriato, brandisce la sua vibroascia e si scaglia, ferito, contro Jurga che, colpito dal tavolo, si sposta rapidamente.
Jurga riprende immediatamente il controllo e ride, pronto a bere il sangue di Keki quando Nik, usando anche lui la forza, riesce a strappargli di mano la spada laser. Il viso di Jurga si deforma in una smorfia di terrore: l'ascia di Keki si sta avvicinando rapidamente e lui non ha nulla con cui deviare il colpo.
Guardo la furia di Keki capisco che è finita. Provo anche un attimo di pieta per lui mentre vedo il suo braccio staccato dalla lama di Keki che con pochi colpi ben piazzati lo riduce in carne fresca per rankor.
Ce l'abbiamo fatta anche stavolta. ringraziando la buona sorte o chi per essa.

mercoledì 16 novembre 2011

Capitolo 17

Ma il nostro destino è che non si riesca a star tranquilli un attimo.
Stanno appena affiorando alla mia mente gli entusiasmi per la vittoria e per i soldi che mi farà guadagnare quando il mio sguardo viene attratto dai terminali della consolle centrale.
Sembra scattato un count down.
Allarmato estraggo dai resti di Jurga la sua scheda d'accesso e mi precipito alla consolle di comando.
Maledizione...
>kill process hex13A3F 
>restart sys main node 
>shutdown -s -f -t:03      
sempre più freneticamente inserisco comandi su comandi....
>...     
>...     
>...     
>...     
niente da fare.
>...     
>...     
>...     
>...     
mi accascio sullo schienale, gli occhi e i pugni serrati, non è vero! ditemi che non è vero.
>...     
>...     
>...     
oramai so che non ce la posso fare...ho capito. ma non mi rassegno a veder sfumare così i miei sogni di ricchezza.
>...     
>...     
Quando mi giro verso gli altri ho l'odio negli occhi e la morte nel cuore.
I comandi sono bloccati, sembra che abbia trovato il modo di legare l'accesso alla sua forza vitale. dovevamo catturarlo vivo.
Il sistema è in auto-distruzione: tutti i droidi hanno l'ordine di terminare qualsiasi forma di vita dopodiché la stazione stessa si troverà ben presto sulla faccia esposta del pianeta e verrà vaporizzata dalle radiazioni dei soli.
Dobbiamo scappare, la mattanza è cominciata.
Ci precipitiamo verso la nostra nave, sparando ai droidi che incrociamo e cercado di salvare il personale che incontriamo.
Riusciamo a scappare, portando con noi altre 15 persone, su una nave che ne può trasportare fino a 7; li carichiamo nella stiva e decolliamo dalla stazione, ancora con il tavolino rotto; quello collegato all'iperguida e su cui dovremmo mettere la spada laser di jurga per potercene andare da qui.
Keki ci tranquillizza, lui saprà sistemarlo ma Zahir ci fa scattare tutti come molle: i sensori hanno appena avvistato un incrociatore galattico del clan bancario.


A volte mi viene da pensare che sia lei che porti sfiga.
Perdo lucidità e cerco di scappare verso l'altro lato del pianeta ma non posso, se non voglio essere investito dalle radioazioni dei soli.
Intanto sugli schermi sensori appaiono le tracce di numerosi caccia.

Provo allora a scendere vicino alla superficie, per vedere se è possibile nascondersi in qualche canyon.

Intanto i caccia si avvicinano e vediamo le scie ionizzate lasciate dai colpi di turbolaser della fregata che ha cominciato a cannoneggiare il pianeta.

In preda alla disperazione propongo di arrenderci e trattare ma Zahir, compassionevolmente, mi ricorda che queste navi sono automatizzate e governate da droidi; effettivamente non è una buona mossa cercare di trattare con dei droidi di quel tipo.

Intanto i primi caccia sono arrivati.


Manovro sulla difensiva, cercando di evitare i loro colpi e, nel frattenpo ritrovare lucidità e detrminazione, poi quando capisco che l'incrociatore ci ignora, inizio a scappare dritto, sperando che gli scudi reggano e che Nik, dalla torretta, ne faccia fuori qualcuno.

Ce la facciamo; anche stavolta per il rotto della cuffia. Zahir ha scoperto che alcuni segnali dei sensori erano fasulli e Nik ha potuto così sparare ai caccia veri; la nave ha subito qualche danno ma ce la dovrebbe fare e Keki ha riparato la parte del tavolo che ci serviva: l'iperguida è operativa.

Con non molte speranze provo ad inserire la rotta per Kashyyyk ma non funziona. La maledizione di Jonash ci perseguita e non ci resta altro da fare che inserire l'ultima delle destinazioni impostate da lui.

Quando calcolo la rotta mi rendo conto che ci porterà al centro della galassia, a Coruscant e il sorriso torna sul mio viso: finalmente un posto civilizzato. Mi preoccupano un po tutti questi profughi.
Via.

martedì 15 novembre 2011

Capitolo 18

Il viaggio iperspaziale dura 6 giorni, durante i quali i sistemi di supporto vitale della nave vengono messi a dura prova; già al quarto giorno di viaggio il modulo di ricircolo dell'aria è entrato in avaria, subito seguito da quello di potabilizzazione delle acque. I sistemi di emergenza ci consentono di sopravvivere ma quando usciamo finalmente dall'iperspazio noi e i profughi siamo allo stremo delle forze.
Ci ritroviamo in un area di sosta nello spazio e mi precipito alle comunicazioni per richiedere un permesso urgente di accesso e attracco.
C'è qualcosa di strano nelle comunicazioni...risponde un mai sentito "centro di controllo imperiale"...boh?
comunque non ci danno nemmeno il tempo di avanzare una richiesta; un messaggio metallico, forse registrato, ci informa che il pianeta è in isolamento; tutti i traffici commerciali e turistici sono stati bloccati a tempo indeterminato.
pare che sul pianeta stia succedendo qualcosa, una specie di rivolta....boh?
Sto già per incazzarmi quando Zahir, dalla postazione sensori, mi segnala che è uscita dall'iperspazio, a poca distanza da noi, una corvetta corelliana e, quasi in contemporanea, per una buffa coincidenza, un messaggio registrato da Jonash viene trasmesso dal sistema di comunicazione olografica della nostra nave.

Jonash ci chiede di cercare su Coruscant una certa Smesh, lei saprà cosa fare e ci farà accedere ad un terminale da cui dovremo cancellare alcune informazioni, dopodiché potremo avere una sontuosa ricompensa in denaro ed andarcene liberi ciascuno per la sua strada.

Le due parole "soldi" e "liberi" mi strappano quello che potrebbe essere interpretato come un sorriso, ma intanto ci manca l'aria, l'acqua e il cibo; e poi bisogna prima arrivarci su Coruscant.

Riusciamo a comunicare con la corvetta, è la Tantive IV, al comando del famoso Raymus Antilles di Alderaan, una nave diplomatica.



Rispondono generosamente alla nostra richiesta di aiuto, consentendoci di agganciarci alla loro nave trasbordandoci tutti. Sto per fare una gaffe presentandomi come Root, poi, memore dei profughi che invece mi conoscono come Sam, riesco a recuperare...mi chiamo Sam, Sam Arkaanda.
Ci accoglie un ufficiale gentile a cui chiediamo freneticamente notizie accavallando le domande una sull'altra.
Con molta pazienza ci offre ristoro e risposte ma quello che
ascolto va al di la della mia immaginazione.
Sembra che la Repubblica non esista più e che ora il cancelliere supremo del senato, Palpatine, sia stato nominato Imperatore Galattico; parla di una ribellione dei Jedi, di una battaglia nel cuore del potere, il tempio Jedi.



Troppe cose, dopo un pò perdo il filo delle domande che Zahir e Nik continuano a fare al povero comandante. Vado a farmi una doccia e poi voglio mangiare. tanto.
Intanto la corvetta diplomatica ha ottenuto l'autorizzazione all'atterraggio e, con la nostra nave agganciata al fianco, comincia la discesa verso il pianeta.

lunedì 14 novembre 2011

Capitolo 19

Mi rilasso.
Impero o no, sono nel cuore della civiltà e la guerra è finita. forse è la volta buona che smetto di scappare.
Chissà a quanti crediti ammonterà la nostra ricompensa ?
Cullato da questi confortanti pensieri mi godo la discesa sul pianeta.
Vicino all'attracco rigraziamo, salutiamo e sganciamo la nostra rust storm; destinazione un ben attrezzato cantiere nello spazioporto senatoriale.
All'arrivo consegnamo  documenti, ci facciamo identificare e subito comincia la solita trafila dei funzionari: nel mondo civile si paga. tutto.
Commissioniamo per la nave il rifacimento dello scafo e dei condotti di potenza, acquistiamo le licenze per alcune armi e, nascoste le altre, oltrepassiamo finalmente gli uffici doganali.


Mi sento leggero e felice, il traffico, le pubblicità, luci, colori e tanta, tanta gente. Che bello.

Voglio subito un bar ed un terminale holonet; mi hanno parlato bene dell'Outlander Club, dovrebbe essere qui vicino.

ci vado subito. Saluto gli altri e ci diamo appuntamento poi a sera; ciascuno di noi ha cose da fare.
Ordino una birra corelliana ed un bantha burger, poi mi siedo ad un tavolo con terminale e comincio a smanettare.
Informazioni raccolte:
- Smesh è pilota di swoop, una giovane e promettente pilota; pare abbia messo insieme una squadra corse, il Red River Team, la cui sede si trova al secondo livello, nel quartiere Naataaly, famoso perché ospita periodicamente la più importante e conosciuta corsa clandestina di swoop: la AAB (All Around Buildings). Copio sul mio datapad tutto ciò che mi può essere utile (allibratori, quote, mappe, indirizzi, etc. etc.)

- La guerra è finita; è stato sventato un complotto Jedi per rovesciare il Cancelliere Supremo e il Senato. Per fortuna l'esercito dei cloni si è ribellato a questa follia ed ha difeso le istituzioni. I Jedi sono stati messi al bando e sono ricercati. meno male. Ordine e sicurezza regneranno d'ora in avanti nella galassia.

- Sembra che le razze aliene vengano spinte verso i livelli inferiori; ma queste sono solo chiacchere, così come quelle dei nostalgici che dicono che i poveri Jedi sono stati traditi e che ci aspettano tempi oscuri. Come sempre, nelle società civili, i ricchi stanno sopra e i poveracci sotto.

- Ci sono alcuni cantieri affidabili in cui portare la nostra nave che ci costerebbero molto meno sia per il parcheggio che per la sostituzione integrale dell'iperguida. Ne ho basta di Jonash e dei suoi scherzetti.

- C'è una discreta taverna proprio nel quartiere della corsa, "The Swooper Nest" si chiama è il suo jingle e davvero virale; quel motivetto "rest in the swooper nest" non riesco a levarmelo dalla testa.

Come sempre accade, non mi rendo conto del tempo che passa e sono gli altri a chiamarmi con il comlink chiedendomi che fine ho fatto.
Li raggiungo per una cena al Dex's Diner e poi prenderemo i turboascensori per il secondo livello; ho già prenotato due stanze allo Swooper Nest.

domenica 13 novembre 2011

Capitolo 20

Siamo oramai stanchi quando raggiungiamo la taverna; sistemazione dignitosa e abbastanza confortevole, frequentata da patiti delle corse che sembra siano l'anima commerciale del quartiere.
Insomma il posto giusto per trovare Smesh.
Dormo profondamente e, di buon mattino, una robusta colazione mentre consulto le ultime news...
nooo! porc.......malediz.......
mentre recito i miei improperi migliori porgo l'ologiornale agli altri: L'area dove si trova la sede della Red River è bloccata dalla sicurezza; ancora non si sa cosa sia successo.

sia il buonumore che la colazione mi restano sullo stomaco; lascio senza finire e prendiamo un taxi per la Red River.

Arriviamo a poca distanza poi la sicurezza planetaria ci impedisce di proseguire, lasciamo il taxi e ci avviciniamo a piedi; c'è un capannello di persone. Te pareva: l'area transennata è proprio la sede della Red River Team.
Mi avvicino e richiamo l'attenzione di un ufficiale, Vernon, che mi informa che Smesh è stata rapita; l'area è stata posta sotto sequestro; la sicurezza sta facendo rilevamenti ed indagini.
Ci guardiamo attoniti, chiedendoci cosa fare quando l'attenzione di Zahir viene richiamata da un gruppetto di personaggi che sta in disparte, con aria disperata.
Ci avvicinamo; è la squadra di Smesh e sono disperati; hanno investito tutti i loro soldi in questa impresa e se non riusciranno almeno a partecipare alla corsa per loro sarà la rovina.
Già, perché il gettone di partecipazione è comunque piuttosto consistente: 15 mila crediti. E se si vince la corsa il premio è di 100 mila crediti.

Zahir racconta loro chi siamo e cosa siamo venuti qui a fare in modo fin troppo esplicito; le tiro un calcio alle caviglie ma è troppo tardi: uno dei meccanici ha già sentito il nome di Jonash; oramai il latte è versato.
Purtroppo sia il mezzo che le attrezzature del Team sono bloccate dentro al palazzo, sotto sequestro giudiziario. E pare che la gara sia imminente.
Torno a parlare col funzionario, che nicchia e non sa darmi indicazioni su quando saranno dissequestrati mezzo eattrezzature, anzi lascia intendere che ci vorrà molto tempo; mi ci vuole tutta la mia abilità oratoria, oltre ad un bel gruzzoletto di crediti per convincerlo a dissequestrare il mezzo e l'attrezzatura necessaria entro stasera.
Se non diamo noi una mano alla squadra, dubito che rivedremo Smesh; e poi...100 mila crediti...

Ci salutiamo e ci diamo appuntamento per l'indomani poi di nuovo tutti in giro a raccogliere informazioni.
Sembra che intorno alla corsa ruoti un bel giro di scommesse e così decido anch'io di investire parte del mio gruzzoletto. Naturalemente è tutto illegale, ma sapete com'è tutti sanno tutto e nessuno ammette niente. ah... la civiltà.
Le scommesse vengono gestite principalmente da chi organizza la corsa, chiamati con molta fantasia "l'Organizzazione" ma anche da uno sport music club del quartiere, il Kraht Han, oltreché da numerosi piccoli allibratori indipendenti. Vado al Kraht Han e ci passo buona parte della giornata senza venire a scoprire granché di utlile, se non che il team favorito per la gara è il Team Lada, e che ora che Smesh è scomparsa le quotazioni del suo Team sono schizzate alle stelle.

Sembra inoltre che qualcuno abbia giocato grosse somme su questa corsa e che quindi ci siano forti interessi e personaggi loschi coinvolti.

Impossibile venire a sapere qualcosa di più sulla gara; si sa solo che si svolge in un tracciato segreto, che si corre nell'intercapedine tra questo livello e quello sottostante, che il tracciato è difficile e pericoloso.
Sembra che il segreto sulla data e sul tracciato della corsa sia meglio custodito delle mutande dell'imperatore.

Punto 1000 crediti sul Team Lada vincente 4 a 1 e poi lascio il locale. Rientrando passo vicino alla sede del Red River Team, ma l'area è ancora bloccata e c'è un intenso via vai di polizziotti e droidi.
A sera mi ritrovo con gli altri, di Smesh nessuna notizia certa, corre voce che stia bene e che verrà rilasciata a corsa conclusa, sembra che qualcuno di molto potente non voglia che corra.
Dobbiamo provvedere noi per evitare il tracollo del suo Team. Chissà perché non leggo negli occhi dei miei amici lo stesso entusiasmo che provo io. mah ?

Al mattino ci re-incontriamo con la squadra di Smesh davanti alla loro sede; Vernon è stato di parola e le guardie ci lasciano accedere per prendere il mezzo e le attrezzature del Team; l'edificio però, con tutto quello che contiene ancora, rimane sotto sequestro. Peccato, avrei dato volentieri un occhiata al loro sistema informatico.

Quando il meccanico porta fuori lo swoop un gridolino di ammirazione mi sfugge dalla bocca. Gli enormi motori posteriori fanno proprio pensare ad un mezzo veloce.



Forza ragazzi, andiamo a provarlo.

sabato 12 novembre 2011

Capitolo 21

Il mio entusiasmo non si riflette negli occhi degli altri dove, anzi, leggo un brivido di preoccupazione, confermata da un commento di Nik che notava la consistenza delle protezioni del mezzo, più che adeguate contro eventuali insetti vaganti o bucce di banana dagli spalti.

Ci dirigiamo dunque verso il circuito di prova per un primo test di guida mentre ancora si discute della composizione del Team.
Il regolamento della gara è piuttosto sintetico e non sono previste particolari violazioni, né da parte di chi gareggia né da parte degli spettatori; i posti da coprire sono quattro: oltre al pilota, chiave di volta del gruppo ci vuole uno che si occupi dell'elettronica di bordo ed un terzo che manovri un malfermo fucilone blaster; completa il gruppo una persona a terra che, da una postazione informatica, può aiutare la propria squadra e boicottare le altre.
Sui primi posti ci si accorda facilmente: io al terminale, Keki alla guida e Nik artigliere ma sul posto sensori abbiamo un attimo di dubbio, poi prevale la fiducia nella persona e nelle sue doti arcane, anche Zahir salirà sullo swoop.
Un brivido di emozione mi percorre all'idea di entrare nel mondo delle corse, vediamo un pò come ce la caviamo.

Al tracciato di prova la mia postazione è piuttosto buona, tecnologia recente che risponde bene; familiarizzo con l'interfaccia e scarico qualche routine personalizzata dal mio datapad e quando alzo gli occhi mi fermo a riguardare bene....
Keki si è modellato la pelliccia col gel ed indossa vistosi ornamenti su cui spicca un medaglione improbabile che riporta l'effige di quell'antico performer....Elvis credo che si chiami. Quando passa sotto un riflettore è tutto un luccichio di riflessi.
Zahir invece è vestita....oddio, forse la parola "vestita" non è molto adatta per descrivere quei pochi centimetri quadrati di stoffa che, detto tra noi, non so proprio quale funzione svolgano. Ma sembra che gli umani apprezzino molto.
Nik è meno appariscente ma mette in bella mostra i muscoli e, non ci giurerei, ma sembra proprio che sia sia spalmato d'olio profumato.
Si comincia con un test drive, facendo alcuni giri per prendere confidenza con il mezzo e si vede che Keki, dopo un inizio incerto comincia a prenderci gusto, tanto da accettare di misurarsi con un altrio swoop presente sul tracciato.
Keki taglia il traguardo per primo e lancia un grido di vittoria. Lo spider è un pò ammaccato e Nik ha lo sguardo freddo e fisso di chi ha visto qualcosa di brutto; io raffreddo gli entusiasmi: i nostri tempi non sono niente di ché rispetto a quelli ufficiali.
Tornando ripassiamo davanti alla sede della Red River; non c'è più nessun movimento, solo le porte sigillate ed un droide di guardia; dagli altri mi giungono frammenti di conversazione: sento distrattamente Nik inveire contro quelle poche cinghie che lo tengono ancorato al fucile, si stà scervellando per cercare di rendere più stabile la sua posizione visto che dice di aver toccato, piuttosto rudemente, una parete del tracciato; Zahir si preoccupa per Smesh e per i molti pericoli della gara; Keki invece è rimasto piacevolmente colpito dall'esperienza e sembra proprio che pilotare gli piaccia.
Mi perdo presto i loro discorsi perché ho mille cose in testa e pochissimo tempo a disposizione.
- dobbiamo entrare ad indagare anche noi nella sede della Red River.
- dobbiamo indagare sugli altri favoriti: il team Lada.
- dobbiamo cercare di liberare Smesh, sembra sia un pilota eccezionale.
- dobbiamo scoprire qualcosa di più sulla gara e sul tracciato.


Provo inutilmente a contattare l'ufficiale della sicurezza Vernon e scarto, per ora, l'idea di intrufolarmi nella sede della Red River poi decidiamo di dividerci; Nik e Zahir faranno domande in giro mentre io e Keki proveremo a passare dai condotti di manutenzione sottostanti.

Troviamo un entrata appartata ed entriamo, keki passa a malapena ma passa ed ogni tanto ci sono snodi dove si riesce a stare più comodamente. Scopro alcuni cavi e comincio a cercare ma non è facile, alcuni cavi sono stati evidentemente bypassati ma non rimossi e sono molti di più di quelli che credevo; e fa pure caldo.
Dopo aver trovato la mappa dei condotti e il monitoraggio dei droidi di manutenzione cominciamo a capirci qualcosa e, cosa non secondaria, non rischiamo più di essere investiti da un droide manutentore.
Ingressi negli edifici non ce ne sono, inoltre alcune aree sono isolate, non dipendono da questo sistema di controllo ed hanno i loro droidi.

I sistemi della Red River hanno segnalato un guasto proprio prima del rapimento ed ora sono disattivati e bisogna entrare per attivarli. Non ci sono particolari sistemi di sicurezza all'edificio Red River.
L'edificio del team Lada invece ha sistemi efficaci ed efficienti, in grado di sopportare le principali tecniche note di sabotaggio. Servirebbe tempo e tecnologia e non abbiamo né l'uno né l'altro.

Mi convinco che è ora di scoprire qualcosa sul tracciato di gara, questo sì sarebbe un grosso aiuto per  noi. Ci spostiamo seguendo i cunicoli e ci avviciniamo ad un ampia zona grigia in prossimità della sede dell'organizzazione; siamo ormai vicini quando osservo la prima incongruenza nella mappa: ho un bivio davanti che non dovrebbe esserci ed entrambi i cunicoli sono evidentemente deteriorati, segno evidente che i droidi di manutenzione si fermano qui.
Torno indietro e provo un diverso approccio ma il risultato è lo stesso. Guardo Keki che mi fa notare che si è fatto tardi; gli dico di rientrare lui, io ho bisogno di saperne di più.

Mi concentro sulle diverse centraline dell'edificio dell'organizzazione e, con fatica, trovo le linee giuste per interfacciare il mio datapad ai loro sistemi.
Meticolosamente faccio scorrere i loro dati e riesco a saperne quanto basta per capire quello che sta succedendo ma non abbastanza per capire con certezza chi si cela dietro queste manovre.
- so che un misterioso personaggio ha scommesso forte sul team Lada
- so che il boss della corsa, Slimov, capo dell'organizzazione, avrebbe tutto da guadagnarci se vincesse un altro Team.
- ho che Slimov ha fatto pressioni sulla polizia per far trovare Smesh e so che dalla polizia gli hanno detto che  un misterioso personaggio ha fatto pressioni più in altro perché si faccia con comodo, "..vedrete che tornerà presto, nessuno l'ha rapita."
- so, purtroppo, che il sistema che controlla il tracciato di gara è isolato completamente dal resto dei sistemi e che la sorveglianza per gli accessi al campo di gara è strettissima; se voglio avere la mappa del tracciato devo entrare da li.


è tardissimo e non ce la faccio più, devo rientrare. è quasi l'alba.




venerdì 11 novembre 2011

Capitolo 22

Quando mi sveglio è quasi ora di pranzo e devo anche ricordarmi di far trasferire la nave. Mentre mangio e aggiorno gli altri mi collego all'officina che avevo individuato, la HK99461, e chiedo di sbrigare la cosa a loro; confermo senza far troppo caso al fatto che, così facendo, la nave sarebbe stata indisponibile per 6 ore.
Nik e Zahir non aggiungono molto al quadro già delineato e tutti ci convinciamo che qualche pezzo grosso voglia far fuori Slimov facendo saltare il banco.
Questo però significa che Slimov potrebbe anche aiutarci, magari lui ci può passare il tracciato della gara.
Io però vorrei tentare di nuovo di scoprire il tracciato di gara, passando dai cunicoli e così Zahir si offre di andare lei a parlare con Slimov per vedere se si può tentare un accordo.
Ci siamo appena accordati sul da farsi quando arriva la notizia che ci sarà una "prova ufficiale" di gara; non sul tracciato vero ma su un altro preparato dagli stessi progettisti della gara ufficiale. abbiamo solo poche ore.

Il tempo però è sufficiente perché Slimov ha fatto capire che se ne può parlare solo se vinciamo la prova di oggi mentre io ho trovato robuste grate che sbarrano i cunicoli pochi metri oltre il punto in cui finivano le mie mappe. e la spada laser è sulla nave. e la nave è indisponibile. merda!

Ci riuniamo con i meccanici del team al campo di gara e sembra che abbiano fatto un buon lavoro nelle riparazioni; un sorriso mi attraversa il viso quando vedo Nik fissarsi sulle cinghie per saggiarne accuratamente lo stato e la tenuta.
In effetti, come mi ha fatto notare Keki, non ci sono io su quel trabiccolo che viaggia a 300 km. orari in mezzo a travi di plastacciaio ed ostacoli seminati ad arte.
C'è un discreto pubblico sul campo di gara e stavolta il luccichio viene dai flash che spesso sono indirizzati a Zahir e al succinto costume.
mi metto in postazione e controllo i sistemi mentre i team si preparano sulla linea di gara....sono pronto....un bicchierone di succo di morwik, una sorta di energy drink, a fianco.
3....2.....1....VIA!
Sembra fin troppo facile leggere il percorso, passare i dati allo swoop e disturbare gli altri; keki parte subito bene ma ben presto tutti quanti ci rendiamo conto che non è uno scherzo. L'agonismo sale subito alle stelle e non si risparmiano i colpi bassi; il tecnico del team BBB è un osso duro e mi ha creato diversi problemi al terminale ma ben peggio hanno passato gli altri, in pista; Nik ha rischiato di perdere un braccio e Keki ha più volte sfiorato pericolosi ostacoli.
La corsa finisce e vinciamo ma non c'è molto da festeggiare, stavolta oltre ai danni ci sono state anche delle vittime: un pilota è stato ridotto male da una seggiola scagliata dal pubblico che lo ha centrato in piena faccia ed un intero equipaggio si è schiantato e non si sa se ci sia ancora qualcuno vivo. Anche il nostro mezzo è stato severamente danneggiato; bisognerà sbrigarsi e costerà parecchio.

Gli entusiasmi iniziali mostrano qualche crepa, il rischio di lasciarci la pelle è concreto ed io faccio del mio meglio per tirare su gli animi e fugare ogni dubbio sulla partecipazione alla corsa; in effetti, come mi è stato fatto notare prima, non ci sono io su quel trabiccolo.

Subito ci contatta Slimov, e, malgrado le mie insistenze non vuole rivelare nulla sul tracciato; "ne va del buon nome della corsa." dice lui. "ne va della vita dei miei amici" penso io...."e del primo premio".
Comunque lo convinciamo ad aiutarci e come incentivo pagherà lui le riparazioni per il nostro mezzo e ci darà il 5% dei suoi utili sulle scommesse. un buon affare.
per lui.
Avrei dovuto trattarci a quattr'occhi, Zahir e Keki avevano troppa fretta di chiudere per poi andare ad aiutare nelle ricerce dei dispersi del team ANT COOLER, quello che si è schiantato durante la gara. e poi hanno anche troppi scrupoli.

Mentre loro si occupano dei dispersi prendo un trasporto fino all'officina; ora la nave dovrebbe essere nuovamente disponibile ed io ho bisogno di una spada laser. Me la nascondo addosso e torno nei cunicoli di manutenzione. solo.



Con la spada laser è facile aprirmi il varco in una grata e passare nei cunicoli del campo di gara; basta percorrere pochi metri per trovare tracce di manutenzione di droidi; comincio a cercare il cavo di controllo per cercare tutte le mappe delle infrastrutture. Ci metto del tempo per trovare, analizzare e confrontare un sacco di informazioni sui diversi impianti e cablaggi; ci sono diversi sistemi di sicurezza da violare e non voglio fallire. "Il tempo è agli sgoccioli" si dice in giro. Restringo a 7 le centraline in cui potrebbe esserci un cavo di controllo del tracciato di gara e mi dirigo alla più vicina dove cerco a lungo senza trovare nulla. Sto per dirigermi alla seconda quando mi rendo conto che non sono più in condizione; gli occhi mi bruciano, le dita sono affaticate, la mia concentrazione e debole, il rischio di fare un errore troppo alto.
devo andare a dormire.

giovedì 10 novembre 2011

Capitolo 23

Al mattino mi incontro con gli altri che, oltre ad essere ancora sconvolti da quello che è successo in gara (Zahir sopratutto mi sembra piena di rimorsi, credo abbia qualcosa a che fare con la sedia che ha maciullato il volto del pilota BBB), hanno rischiato grosso anche nelle operazioni di recupero. Alcuni Couhun affamati hanno tentato di trasformarli nel loro pasto.

Io trovo curioso questo accettare una "gara senza regole" e poi affannarsi per raccogliere i cocci ma bado bene a far presente agli altri questa contraddizione. Bisogna correre questa gara.

La notizia del mattino è che la gara sarà oggi, tra 9 ore esatte.
Maledizione...sono poche.

Contatto i meccanici, anche loro hanno avuto la notizia e stanno già lavorando alacremente alle riparazioni ed alla messa a punto; sono ragazzi in gamba, lo si è visto da come hanno adattato a Keki i sistemi di guida che, nella gara di prova, ha pilotato decisamente meglio del primo test.
Speriamo che riescano a migliorare ancora il mezzo.

Keki finisce rapidamente la colazione e annuncia che andrà a dare una mano ai meccanici, Nik e Zahir lo seguono mentre io mi precipito ai tunnel di manutenzione.
Mi raccomando, cerca di arrivare in tempo o saremo squalificati !
il monito di Zahir mi arriva sul filo di lana....se c'è un momento in cui bisogna essere fortunati è sicuramente questo.
e infatti....
Quando mi vibra il comlink mi rendo conto che mancano due ore alla partenza e che mi restano ancora tre centraline da esaminare; anche qui molti cavi inutili non sono stati rimossi e io non voglio certo rischiare di lasciar indietro il cavo giusto. è un lavoraccio.
Comunque decido di provare ancora ma la fortuna, stavolta, sta guardando altrove. Manca mezz'ora alla partenza e solo una centralina da esaminare; sono praticamente certo che se avessi ancora un ora sarebbe fatta.
esamino rapidamente le opzioni....
chissà se c'è un modo per far ritardare la partenza?....
Slimov!.......irraggiungibile...
......ci deve essere un modo.....
...potrei provocare un guasto......no. arriverebbe sicuramente un unità per ripararlo e potrebbero scoprire la mia intrusione.
...
niente, devo andare! Altrimenti la squadra sarà squalificata, possiamo vincere anche senza la mappa del tracciato, sarà solo più complicato.
Mi precipito al campo di gara, tanto è vicino.

Quando arrivo, trafelato, un giudice di gara stava appunto informandosi su dove fossi e mi rimprovera con lo sguardo per il ritardo. Io ammicco delle improbabili scuse e prendo postazione. Attivo i sistemi, metto l'auricolare...
"...deve essere onorevole." - è la voce di Keki -"non accetterei di vincere slealmente. Ci siamo presi l'impegno di finire la gara e null'altro..."
Accipicchia, Keki è un fiume in piena e con enfasi rammenta i suoi codici d'onore che vanno bene sia in battaglia che nella vita, che il denaro è un mezzo, eccetera, eccetera, eccetera.

Provo ad intromettermi ma ricevo un coro di rampogne per il ritardo e non c'è tempo per convincere gli altri che qualche piccola slealtà, in una gara dove le altre squadre ne faranno sicuramente di grandi, non è poi così disonorevole. Posso però contare sull'impegno che gli altri ci metteranno, quanto alle slealtà, forse possono bastare le mie.

Un pubblico che non avevo mai visto dal vivo riempie l'arena e ci sono piattaforme mobili, alcune prive di scudi, che fluttuano sul tracciato di gara; il vociare è assordante malgrado gli auricolari.
Eccoci pronti. Sulla griglia di partenza quattro swoop:

BBB Team, sguscianti. hanno riparato il mezzo e recuperato il pilota, riconoscibile dal vistoso impianto cibernetico che porta in faccia ma che, purtroppo, ha perso il tecnico a terra; sembra avvia avuto un attacco di qualche virus debilitante ed è stato sostituito da un droide. Il loro mezzo è molto veloce.

Lada Team, splendidamente attrezzati. hanno un mezzo dalla linea filante che dicono molto veloce e l'equipaggio è ridotto a 2 persone, il fucile è stato sostituito con un impianto automatizzato, probabilmente meno potente ma che fa risparmiare il peso di un operatore. Il loro tecnico sembra un damerino dell'accademia informatica di coruscant, tutto composto e precisino, sicuramente sarà tecnicamente impeccabile ma vedremo come se la cava con la creatività.

Demostene Team, massicci. Il loro mezzo non sembra molto veloce, in compenso è molto ben corazzato e bisognerà far bene attenzione ad evitare di toccarli. Evidentemente la loro strategia di gara si basa sulla resistenza agli urti.

Red River team, noi, i migliori. Forza ragazzi, facciamogli vedere chi siamo!

Ci sarebbe stato anche il posto per gli ANT COOLER, ma purtroppo sappiamo tutti della disgrazia che gli è capitata.

Partiamo bene ma la corsa è lunga e irta di pericoli ed io ho il mio bel daffare sia nel passare le letture della pista allo swoop sia a difendere e contrattaccare la mia consolle.
Il primo ostacolo è un campo minato che viene superato senza danni; Keki pilota in scioltezza e sembra quasi che le mine si spostino da davanti a lui. Se solo qualcuna finisse sugli altri.....ma sembra che Zahir abbia deciso di giocare pulito.
Io mi concentro nell'ostacolare BBB, che è in testa, e Demostene. Visto che ho scommesso su Lada anche un secondo posto potrebbe andarmi bene, purché vinca Lada.
Alla prima strettoia, ad angolo e con ostacolo, vedo Keki buttarsi a tutta velocità per recuparare BBB e vedo con orrore che il mezzo non risponde alla curva troppo stretta; Keki perde il controllo e sbattono.
Per fortuna non si fanno troppo male ma il bonus collisione se lo sono già giocato, dovranno stare bene attenti a non farne altre o rischiano di non arrivare per niente.
Ammonisco Keki via comlink e faccio un deciso attacco alla consolle dei BBB, il droide è ben programmato ma adesso che ho capito come lavora non riesce a resistermi e disattivo i suoi sistemi e quelli dello swoop. Ora pilotano a vista e vediamo se vanno ancora così veloci.
Infatti rallentano sensibilmente ma quando vedono che Keki sta per superarli provano a tenerlo dietro e stavolta, senza i sensori, il loro pilota non riesca ad evitare una piattaforma e ci si schianta; ripartono senza vittime ma stavolta sono dietro di noi.
Il rettilineo successivo è sbarrato da un campo di forza che oscura la vista dei piloti e disturba i sensori; riesco a leggere che subito dietro c'è una parete con una stretta apertura e passo le letture a Keki, però, siccome Demostene si è fatto troppo vicino provo anche a passare una falsa lettura al loro mezzo che, serenamente, si butta nel campo di forza.
Lo schianto è inevitabile, per fortuna i riflessi del pilota e la robustezza del mezzo evitano gravi conseguenze e, un pò ammaccati, ripartono.

Ora la lotta è tra noi e Lada e il loro tecnico comincia proprio ad infastidirmi e cominciamo una schermaglia informatica; intanto in un passaggio difficile, con spinte d'aria e trappole magnetiche Demostene va nuovamente a sbattere e stavolta il mezzo non riparte più.
meno uno.
il droide BBB non riesce a disattivare la mia procedura che gli ha mandato in tilt i sistemi e il loro mezzo perde vistosamente terreno; senza strumentazione è impossibile tenere le nostre velocità.
meno due.
O noi o Lada, e, comunque vada, io vinco. Certo che se riuscissimo a vincere io vincerei di più.

Ecco allora uno stretto tunnel, poi una colonna di scarico da cui cadono rottami ed immondizia, vapori stordenti e giunti di potenza  e infine un altro campo minato.



I due swoop si danno battaglia fino all'ultimo quando, a poca distanza dall'arrivo Lada lancia a tutta velocità il mezzo attraverso il campo minato e, malgrado un esplosione li abbia centrati, tagliano il traguardo un soffio avanti a noi. Keki, il cui mezzo era già danneggiato dall'urto non ha voluto rischiare ed ha rallentato.
Pazienza. anche secondi va bene lo stesso.

Lascio la postazione e vado ad abbracciare i miei amici all'arrivo; anche loro sono soddisfatti e insieme festeggiamo aspettando la premiazione. Noto solo ora, tra il pubblico, che sia Keki che Zahir hanno già dei fans, che esibiscono le loro immagini su magliette e cartelloni.
ooohhh, chissa se Zahir, ha visto anche quella. Qualche buontempone ha ritoccato una sua foto togliendole anche quel poco che la copriva......

mercoledì 9 novembre 2011

Capitolo 24

I ricordi della premiazione sono piuttosto confusi, tanta gente, grida, autografi. Keki e Zahir riscuotono il loro successo io tengo d'occhio la coppa piena zeppa di chip di credito che di li a poco ci daranno.
Niente male: 30 mila credidi oltre ai complimenti ed al buffet per tutti, meccanici compresi.

Dopo un paio d'ore ci sfiliamo proprio mentre ci arriva la notizia che la sede del team è stata dissequestrata. Smesh è stata liberata. Andiamo tutti la, facendo attenzione a non perdere nemmeno un credito.

Smesh racconta di essere stata sequestrata ma non sa da chi; era alla sede che stava facendo gli ultimi controlli quando il sistema di illuminazione è saltato e si è trovata al buio, poi dopo qualche minuto, una fitta al polpaccio, probabilmente un ago, e non ricorda più nulla. Dice di essere stata sedata e di essersi svegliata poco fa, a poca distanza da qui, seduta per terra. Alcuni segni su braccia e gambe potrebbero farci pensare che è stata scaricata da uno speeder in movimento.
Si è diretta qui ed ha trovato l'area transennata ed il droide che, una volta identificatala, ha tolto i sigilli e liberato l'area. Sembrava quasi in attesa, pronto a farlo.


Io ascolto attentamente poi azzardo una provocazione e, fissandola severamente, le chiedo, in modo deciso e diretto: "quanto ti hanno pagato per far perdere il tuo team?"
Osservo con attenzione la sua reazione, sinceramente offesa e poi le confesso che volevo solo metterla alla prova. Lei storce la bocca ma incassa.

C'è da dividere il premio, e c'è anche qualcos'altro da fare.
Zahir la aggiorna su Jonash, sulle mappe stellari, e sull'incarico di cancellarle dall'archivio.
Smesh si rivela un'abile negoziatrice che ha a cuore gli interessi economici di sè e della sua squadra e passiamo parecchio tempo a contrattare sia sulla spartizione del premio che sulla sua ricompensa per l'aiuto che ci darà in seguito.
Tolte le spese "di rappresentanza" decidiamo di fare a metà del premio e incassiamo 13 mila crediti da dividere tra noi quattro. (naturalmente, nelle spese di rappresentanza ci ho messo anche una piccola cifra per i miei "costi di gestione")

Per il resto del nostro incarico ci spiega che, avendo fatto da assistente personale per un senatore, si è tenuta una copia della chiave d'accesso al senato ed è in grado di farci entrare e farci accedere ad una postazione senatoriale. Altro lei non sa.

Zahir, che non si fa scrupoli nel raccontare tutto ciò che sa, le parla del conto corrente che potremo svuotare e così le richieste di Smesh si fanno improvvisamente esigenti.

Io faccio notare che grazie a noi possono continuare a correre, che i 13 mila incassati sono più di quanto si aspettassero i meccanici a cui bastava la quota di partecipazione, ma Smesh sa fare bene i suoi interessi e contrattiamo una percentuale su quanto troveremo nel conto.

Ho fretta di concludere e taglio corto accordandomi per una percentuale del 20%; un quinto, esattamente come noi. Nik protesta e vorrebbe continuare a contrattare ma io taglio corto mentre Zahir mi guarda in tralice; la mia arrendevolezza non deve averla convinta.

Comunque ci muoveremo solo quando la nave sarà pronta a partire e quindi tutti a nanna.
Il giorno dopo io e Keki siamo all'astrofficina di buon mattino e diamo disposizioni per le riparazioni e le nuove dotazioni; Nik e Zahir andranno ad acquistare un pò di equipaggiamento.

Già con lo scafo nuovo la vecchia Rust Storm era irriconoscibile dall'esterno, ma a sera mentre i droidi manutentori testano la nuova iperguida Keki, orgoglioso, mi porta a fare un giro dentro.
Ha disposto con ordine tutti i materiali di magazzino, ha posizionato estintori e sostituito pannelli; aggiustato tutti i segnalatori presenti ed aggiunto nuove segnalazioni; tutti i punti sporgenti sono stati coperti da nastro bianco e rosso, tutte le aree pericolose segnalate.
Io mi sono occupato di aggiornare le mappe astrali e di ricontrollare i canali di comunicazione protetti con i nostri comlink, Nik ha comprato un generatore per ricaricare le cartucce energetiche delle nostre armi e un pò di equipaggiamento vario.
Adesso siamo in perfetta efficienza. Siamo pronti.

Chiamiamo Smesh che è oramai sera, al senato non dovrebbe essere rimasto più nessuno e senza dare troppo nell'occhio ci diamo appuntamento poco distante.



Sono piuttosto teso, sembra che il nuovo regime non abbia particolari scrupoli nelle condanne capitali e vorrei evitare di dover giustificare la mia presenza al senato galattico. Smesh però si muove bene e ci fa entrare da una porta laterale. Da li ci muoviamo senza incontrare ostacoli e raggiungiamo la postazione; non resisto e sbircio fuori....com'è grande....e come siamo in alto...



Smesh mi chiama: "ecco il terminale, sbrigati!" - il tono è perentorio.
Con le mani che sudano ed una certa apprensione mista a curiosità mi attacco al terminale senatoriale, ci potrei stare giorni a curiosare tra questa montagna di preziose informazioni ma, oramai è una costante, non c'è tempo.

Grazie alla chiave d'accesso di Smesh non ci sono grosse difficoltà nel superare i sistemi di sicurezza, cancello le informazioni sui pianeti che Jonash ci aveva chiesto di eliminare e poi comincio le procedure per trasferire tutti i fondi (50 mila crediti) dal conto del senatore ad una filiale "Imperial Money Gram", con incasso al portatore della password.
Un rumore improvviso proviene dal fondo della sala, mi blocco un istante e poi procedo con più frenesia mentre con un orecchio ascolto le parole di Zahir che, visibilmente sconvolta, dice che su fondo ci sono due figuri che combattono tra loro con delle spade laser.
L'eco della battaglia rimbomba cupamente nell'aula, insieme a grida e lugubri risate.
Mi sbrigo a concludere mentre sento che intorno a me iniziano a volare postazioni senatoriali che, con fragore si schiantano al suolo.
Finito.




ci precipitiamo fuori, nei corridoi un istante prima che anche la nostra postazione venga scagliata giù e, senza preoccuparci di fare in silenzio, ci precipitiamo all'uscita e poi ancora fuori per qualche centinaio di metri, ritrovandoci, ansimanti ma sani e salvi, in mezzo alla vita notturna di Coruscant, proprio di fronte ad un olo-bar.



La filiale IMG è poco distante ed aperta 24 ore su 24, mi ci dirigo facendo no con la testa verso Zahir e Smesh che vorrebbero accompagnarmi. Mi allontano rapidamente incurante del loro tentativo di obiettare qualcosa; è andata. non mi seguono.
Alla filiale incasso i chip di credito, naturalmente fornendo false generalità, poi torno contento e sollevato dagli altri che, nel frattempo, hanno ordinato da bere.
Mi siedo anch'io e mi rilasso, poi faccio scivolare nelle mani di Smesh una manciata di crediti.
Ecco la tua parte....era il 20%...dunque fanno 5 mila crediti.
Smesh mi guarda in tralice per un istante, poi incassa. 5 mila crediti per il lavoro fatto è già un bel guadagno.
Con gli altri mi aggiusterò più tardi.

Tutto è andato bene ed è naturale quindi che in breve i nostri discorsi si spostino sul prossimo futuro e Smesh ci chiede se siamo disposti a portare lei e il suo team su Tatooine, dove pare ci sarà tra non molto un'altra corsa piuttosto importante.

Keki però ha voglia di ritornare al suo pianeta natale, Kashyyyk, per sapere che ne è della sua famiglia ora che la guerra è finita.
Zahir è decisa ad accompagnare Keki, credo incuriosita dai racconti che le ha fatto Keki da quando si conoscono, mentre Nik non ha nessuna meta particolare.
Io non so bene cosa fare, adesso che ho un gruzzoletto da parte, però so che questi compagni di viaggio sono preziosi e non è certo il momento di lasciarli.
Mi spiace per Smesh ma noi andremo a Kashyyyk. presto.

martedì 8 novembre 2011

Capitolo 25

Quando Keki ha azionato il comando per il salto iperspaziale abbiamo tutti trattenuto il fiato per qualche istante. La nave è in ordine, le mappe aggiornate ed i calcoli accurati ma il pensiero che Jonash sarebbe potuto rispuntare fuori credo abbia attraversato tutti.
Solo un istante, perché stavolta l'iperguida risponde e dolcemente scivoliamo nel tranquillo viaggio iperspaziale.

Passiamo 6 giorni di pace e progetti; sì Keki ogni tanto risistema qualcosa, abbiamo anche fissato gli artigli del Gundak sopa il banco di lavoro di Keki, assieme ad altri souvenir di viaggio e la nave, adesso, ha un aspetto più familiare oltreché pulito ed ordinato.
Stiamo per andare su uno dei pianeti dove la guerra appena conclusa è stata combattuta aspramente e, giustamente, Keki vuol sapere che ne è della sua famiglia e dei suoi affari, io invece mi chiedo cosa fare adesso che sono nuovamente libero e con qualche spicciolo da parte.
Certo il nuovo ordine mondiale non è più adatto alle mie precedenti attività, occorre che mi trovi da fare qualcosa di redditizio; e abbastanza legale. La ricostruzione dovrebbe offrire qualche opportunità a chi, come noi, ha un trasporto operativo e funzionante.

Usciamo dall'iperspazio e ci dirigiamo all'astroporto della capitale, Rwookrrorro; l'area di attracco è una grande piattaforma, ricavata da una sezione orizzontale di un ramo di un albero mastodontico. Avevo già visto qualcosa degli alberi di Kashyyyk, ma confesso che esserci di persona è un esperienza completamente diversa.


Keki è emozionato come un bambino al suo primo giorno di scuola e, appena attraccati mi occupo io delle procedure burocratiche e lascio che vada rapidamente dalla sua famiglia.
Il tizio dell'attracco chiede una tariffa esorbitante per il noleggio della piattaforma e si affretta a propormi la sosta in un hangar ad un prezzo stracciato, un mese mi costa come meno di tre giorni sulla piattaforma; verifico che i tempi di rilascio della nave siano entro le 3 ore e pago il rimessaggio per un mese, il pieno e la pulizia dei parabrezza. Deduco che c'è un discreto traffico e che la piattaforma gli serve libera al più presto. Buon segno.
Sbrigate le formalità raggiungo Keki e gli altri a casa loro, senza fretta, godendomi le grandi passerelle che uniscono tra loro  i grossi rami di questa città sopraelevata. Guardando di sotto non si vede il fondo, solo un oscurità provonda ed anche leggermente inquietante.


Arrivo a casa di Keki e faccio conoscenza dei suoi due fratelli: Kareka e Bobeka che mi accolgono fin troppo cordialmente, le mie costole conserveranno a lungo il ricordo dei loro abbracci. Keki mi mostra orgoglioso il negozio di pezzi di ricambio di cui tante volte ci aveva raccontato ed io apprezzo davvero quel calore cui non ero più abituato da tanto, troppo tempo.
Siamo ospiti coccolati e finiamo la giornata in racconti e bevute.
Dopo alcuni giorni di ozio e convivialità (ieri sera c'erano altri 7 wookie amici loro ed io sentivo raccontare per l'ennesima volta delle nostre peripezie con lo stesso e identico entusiasmo della prima volta) comincio ad annoiarmi perciò comincio a concentrarmi su quale sia il lavoro giusto da fare. datemi un terminale holonet.
La guerra è finita ma sul pianeta sono rimaste sacche di droidi ancora funzionanti; il grosso dell'esercito imperiale sta smobilitando e buona parte delle operazioni di pulizia sono in carico agli wookie, anche perché sono gli unici in grado di muoversi agilmente su questo pianeta. C'è un discreto movimento commerciale e il pianeta produce buona tecnologia ma consuma anche molte importazioni, sembra che ci sia penuria di materiale medico-sanitario; purtroppo ci sono i costi doganali e sono piuttosto elevati, con pure una sopratassa specifica per la ricostruzione del pianeta. Inoltre pare che la corruzione, tra gli wookie, non sia così praticata come su altri pianeti, Coruscant avanti a tutti.

Negli ultimi tempi sono nate diverse società che chiedono finanziamenti ed in giro ci sono anche parecchi che offrono capitali; il denaro sta girando vorticosamente ed io mi chiedo come approfittarne; Raccolgo un po di dati, faccio qualche conto poi raduno gli altri e gli propongo di lanciarci nel commercio: acquisteremo un carico di motori a repulsione e poi andremo a venderlo a Ithor lì con i soldi incassati acquisteremo medpack e torneremo a venderli agli Wookie.

L'idea sembra piacere e riusciamo anche a prendere contatti con un responsabile del centro medico di Rwookrrorro che si dichiara disposto a comprarci un eventuale carico per un prezzo più che interessante.
La sera stessa ci sediamo e gettiamo le basi dell'impresa: Keki ci mette 2 mila crediti (sembra che abbia avuto delle spese), lo stesso fanno i suoi fratelli, mentre io, Nik e Zahir contribuiamo con 10 mila ciascuno.
Poi decido di investire anch'io e cedo 3 mila crediti ad una società per 2 settimane, inoltre accetto una quota da un tal Jabba che mi offre 2 mila, anche lui per due settimane.

Il mattino acquisto un carico di motori a repulsione, 14 in tutto, sovrintendiamo il carico  e ci prepariamo a partire. Non bastano a riempire la stiva più piccola, ma il capitale è quello che è.

Il viaggio fino a Ithor dura 5 giorni e, usciti dall'iperspazio ci dirigiamo alla pricipale città, Tafanda Bay.

All'attracco un solerte ufficiale doganale si para davanti a noi. Se vogliamo vendere il carico bisogna pagare una tassa. Discutiamo un pò sul valore della merce che, secondo mè e sopravvalutata.

"Guardi che si sbaglia, sono componenti revisionate, non pienamente efficienti..." stavo quasi per convincerlo ma non avevo fatto troppa attenzione a non farmi sentire da Keki che, punto nell'orgoglio, si è lanciato in una appassionata e sperticata lode della tecnologia Wookie. e l'ufficiale doganale parla correntemente il linguaggio wookie.
Fulmino Keki con lo sguado e accetto l'esorbitante tassa da oltre 8 mila crediti su un carico che ci è costato 35 mila.
Purtroppo i capitali rimasti bastano appena per rifornire la nave e così tocca fare un aumento di capitale, quasi interamente a mio carico. Poi scendiamo.

Mi ci va una settimana per vendere il nostro carico e procurarcene un altro per il ritorno; dalla vendita dei repulsori non guadagnamo nulla: tolti i costi, le tasse e le spese di viaggio ci restano appena 1300 crediti di utile. speriamo di rifarci con i medpack.
Riusciamo a trovare una fornitura ad un prezzo molto conveniente, perché la loro scadenza è a meno di 12 mesi, ma vanno benissimo per il nostro cliente che, di sicuro non ne lascerà scadere nessuno. Ne compro 500 tenendo da parte un pò di soldi per pagare poi la dogana di Kashyyyk e terminate le operazioni di imbarco eccoci pronti a ripartire.

Il viaggio di ritorno lo passo oziando e calcolando i futuri guadagni, anzi decido di imboscare una parte del carico e, senza informare gli altri e con la scusa di rifornire la sala medica, comincio ad imboscare pacchi di medpack nei diversi spazi disponibili sia nella sala medica che nei locali di servizio. Riesco ad stivarne così circa 80, in modo da dichiarane un pò meno in dogana; basterà trovare qualcosa per giustificare la discrepanza con i documenti di carico che, invece, riportano correttamente i 500 pezzi imbarcati.  In fondo si tratta di convincere l'ufficiale che sono stati buttati perché deteriorati e ,se Keki non si intromette, dovrei farcela. Si riparte.